Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo

A scuola - MEME di Contart - 11/16 anni

A scuola - MEME di Contart - 11/16 anni - Immagine: 1
PDC - Edizione 2026-2027
compagnia: Contart
di: Samuele Barbetta
drammaturgia: Samuele Barbetta
coautore: De Anima | Samuele Barbetta, Federico Prendin, Silvia Chieregato, Alice Pinato, Massimo Farina, Elia Fiore, Riccardo Massaro
cast: De Anima Di e con: Samuele Barbetta, Federico Prendin, Silvia Chieregato, Alice Pinato, Massimo Farina, Elia Fiore, Riccardo Massaro
regia: Samuele Barbetta
coreografia: De Anima, light design: Matteo Bittante
in coproduzione: DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza Creazione inserita nel progetto #YoungDreamers2026
durata: 55 minuti
A scuola - MEME di Contart - 11/16 anni
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Scheda tecnica

Spettacolo a scuola - 11/16 anni
Date disponibili: da concordare a.s. 2026/2027
Per prenotare lo spettacolo, compila il form (attivo fino al 30 giugno 2026): https://forms.gle/WC7MkKgVmjAdiSsG9

Ulteriori informazioni allo 02 67397836 (AGIS lombarda) oppure scuola@agislombarda.it
 

Compagnia: De Anima | Samuele Barbetta - Artista associato DANCEHAUSpiù CNPD

 

Argomento dello spettacolo

MEME affronta il rapporto tra individuo e contemporaneità, esplorando il modo in cui le informazioni, i media e le dinamiche sociali influenzano la percezione della realtà e la costruzione dell’identità. Attraverso il linguaggio del corpo, lo spettacolo indaga il senso di smarrimento, il bisogno di appartenenza e il desiderio di libertà che caratterizzano il presente, offrendo agli studenti uno spazio di riflessione sul proprio modo di abitare il mondo.


Sinossi

Come si fa a narrare l’attualità? Come si fa a rimanere al passo con la sua evoluzione?

Le informazioni corrono, la realtà e la sua narrazione continuano a muoversi e a creare una rete che invade e colpisce noi tutti. Meme parla del mondo, parla di noi esseri umani nel mondo, di ciò che accade e di come gli eventi impattano sui nostri corpi e sulle nostre menti.

Meme porta in scena ciò che nella realtà genera frizione, interrogandoci sul nostro modo di abitare il presente.

È un gioco, una sfida, una guerra?

Forse sì. O forse è qualcos’altro.

Si indaga la contemporaneità, non facendoci missionari di una battaglia ideologica, ma in qualità di esseri umani che si pongono domande riguardo al futuro, non dimenticando il passato e cercando un modo per affrontare il presente. È un esercizio di umanità, un viaggio dialogico, temporale e spaziale che orbita attorno a temi sociali, paradossi morali; è un elogio del cammino e della rimanenza. In Meme destini lontani nel tempo e nello spazio si intrecciano attraverso il linguaggio della danza, traducendo in movimento il senso di smarrimento, l’autoprotezione, il cinismo e il desiderio di libertà di fronte a un destino incombente.

 

Note di regia

MEME nasce dall’esigenza di interrogare il presente senza semplificarlo. Il lavoro non vuole offrire una narrazione lineare né una lettura ideologica, ma creare uno spazio in cui il pubblico possa osservare e riconoscere dinamiche che appartengono alla vita quotidiana.

Il linguaggio coreografico si sviluppa a partire da una matrice urban, contaminata da elementi teatrali e performativi, per costruire una scrittura fisica diretta e accessibile. Il corpo diventa il luogo in cui si depositano le tensioni del presente: velocità, ripetizione, interruzione, relazione.

La scena è essenziale e lascia spazio alla presenza dei performer, alla relazione tra i corpi e alla costruzione di immagini che emergono e si trasformano continuamente, come accade nella realtà contemporanea.

 

Temi principali

- Identità e costruzione del sé
- Influenza dei media
- Percezione della realtà
- Individuo e collettività
- Libertà e controllo

 

Riflessioni post-visione

Lo spettacolo può attivare un confronto su temi vicini all’esperienza quotidiana degli studenti:

In che modo le informazioni che riceviamo influenzano il nostro modo di pensare e reagire?

Qual è la differenza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo agli altri?

Quanto siamo liberi nelle nostre scelte?

Ci sentiamo più connessi o più soli nel mondo contemporaneo?

Il corpo può raccontare emozioni e situazioni anche senza l’uso delle parole?

 

L’obiettivo è stimolare uno sguardo critico e personale sul presente.

Analisi scene, costumi e scenografie:

L’impianto scenico è essenziale e adattabile, costruito per mettere al centro la presenza dei performer e la relazione tra i corpi. Gli elementi scenografici sono ridotti al minimo e utilizzati come oggetti funzionali all’azione, senza creare ambientazioni narrative definite.

Spazio scenico consigliato 8 x 6 metri, adattabile anche a spazi urbani non convenzionali e stanze non solitamente adibite a teatro.

Scenografia: asta per microfono, microfono (cono gelato), un diario, una sedia.

I costumi sono contemporanei e neutri, pensati per non caratterizzare in modo rigido i personaggi ma per permettere una lettura aperta e universale delle situazioni. I danzatori indossano abiti di tutti i giorni e degli zainetti che li accomunano ai ragazzi delle scuole.

Suggerimenti letture, attività, approfondimenti:

Lo spettacolo può essere approfondito attraverso attività semplici e accessibili:

Discussione guidata su identità e uso dei social media

Analisi dei meme come forma di comunicazione contemporanea

Scrittura breve: “Chi sono online e chi sono nella realtà”

Attività sul corpo e le emozioni, per esplorare modalità di comunicazione non verbale

 

Per approfondimenti teorici (adattabili al livello della classe):

• riflessioni sul rapporto tra media e società

• concetto di identità e rappresentazione

• educazione all’uso consapevole delle informazioni

 

La compagnia è a disposizione per laboratori di movimento con i ragazzi delle scuole.