A teatro - JUSTICE di Teatro Prova - 13/16 anni
Spettacolo a teatro - 13/16 anni
Data disponibile: 15/04/2027
Per prenotare lo spettacolo, compila il form (attivo fino al 30 giugno 2026): https://forms.gle/AmQBEHBJi7vMLhR58
Ulteriori informazioni allo 02 67397836 (AGIS lombarda) oppure scuola@agislombarda.it
Attraverso un'accorata lettera a Martin Luther King scritta da un adolescente dei nostri giorni, questo reading-spettacolo esplora il tema del razzismo e la fatica di crescere, proponendo il teatro come antidoto contro la discriminazione. Un percorso per riflettere sull'uso consapevole delle parole come mattone fondamentale per costruire un futuro non violento.
Note di regia
Il testo offre spunti su tematiche pregnanti e di attualità come: il razzismo e il fenomeno della discriminazione; gli stereotipi e i pregiudizi; l’adolescenza e la fatica di crescere in una società in cui non sempre è possibile riconoscersi; i sentimenti e le emozioni come motore di trasformazioni.
La parola ha un ruolo centrale nella narrazione poiché il testo ruota attorno ad una corrispondenza “a senso unico” tra il protagonista e Martin Luther King, paladino della giustizia e modello di riferimento per la protesta non violenta.
Partendo dal contesto specifico della minoranza afroamericana negli USA, lo spettacolo tratta tematiche universali in cui gli spettatori e le spettatrici potranno rispecchiarsi poiché i meccanismi sottili della discriminazione passano dai piccoli gesti quotidiani, dalle scelte, dalle parole di tutti i giorni e possono prendere come bersaglio ognuno di noi, quelle parti che per i più divergono dalla norma, quelle che vengono riconosciute socialmente inaccettabili, quelle per cui ci etichettano e ci stigmatizzano.
La cura nell’uso delle parole, la scrittura, la lettura e il teatro possono essere dei potenti antidoti a cui ricorrere e da trasmettere alle nuove generazioni; un “sogno” da realizzare affinché la comunicazione tra le persone divenga sempre meno ostile e violenta e possa muovere un cambiamento sottile ma persistente nelle interazioni quotidiane, quei piccoli mattoni che, uno dopo l’altro, costruiscono il futuro.