Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo

A teatro - IO ME NE FREGO! UNA STORIA DI BULLISMO di MTM - 11/16 anni

A teatro - IO ME NE FREGO! UNA STORIA DI BULLISMO di MTM - 11/16 anni - Immagine: 1
PDC - Edizione 2026-2027
compagnia: Fondazione Palazzo Litta Per Le Arti Onlus
di: Valeria Cavalli
cast: Salvatore Aronica e Francesco Errico
regia: Claudio Intropido
durata: 70 minuti
A teatro - IO ME NE FREGO! UNA STORIA DI BULLISMO di MTM - 11/16 anni
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Scheda tecnica

Spettacolo a teatro - 11/16 anni
Data disponibile: 01/03/2027
Per prenotare lo spettacolo, compila il form (attivo fino al 30 giugno 2026): https://forms.gle/AmQBEHBJi7vMLhR58

Ulteriori informazioni allo 02 67397836 (AGIS lombarda) oppure scuola@agislombarda.it

 

Argomento spettacolo: Tematica sociale: bullismo
 

Sinossi

Io me ne frego! è una storia che narra l’amicizia di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro. Biglia, questo il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni.

Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbrutimento che lo porterà a non riconoscere più il confine tra lecito e illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare.

Ma a un certo punto Biglia trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.

 

Note di regia

In molte scuole, in molti centri di aggregazione giovanile, spadroneggia indisturbato e spesso incoraggiato il bullo, un ragazzo o una ragazza che attraverso la violenza fisica e verbale, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, esercita il suo potere prevaricando i più deboli, umiliandoli, deridendoli e commettendo atti che ledono la dignità dell’individuo.

Le gesta dei bulli, che in questo momento riempiono le pagine dei quotidiani, per lungo tempo sono state taciute e minimizzate, quasi a sostegno di quella tesi che vuole le prepotenze, fatte e subite, come una normale tappa della crescita, una fase necessaria nel passaggio all’età adulta. Da alcuni anni sono chiari i danni che gli episodi di bullismo possono provocare sia alle vittime, colpite da patologie psicofisiche di diversa entità, sia ai bulli stessi che, in un vorticoso disimpegno morale, rischiano di trasformarsi in delinquenti comuni. Oltre ai diretti protagonisti, la ricaduta negativa colpisce l’ambiente e le persone circostanti, ovvero genitori, educatori, insegnanti, compagni, che spesso non riconoscono la pericolosità del fenomeno e, anzi, con il silenzio lo legittimano.

In merito a questo argomento si parla, si scrive, si organizzano forum e dibattiti che contribuiscono a tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica. Dal palcoscenico i gesti e le parole arrivano diretti al cuore dello spettatore, coinvolgendo anche i più timidi e stimolando il desiderio di confrontarsi direttamente con il problema, di porre delle domande alla ricerca di risposte reali. In questo senso il teatro esprime pienamente la propria efficace funzione sociale poiché porta in scena la vita vera, storie nelle quali riconoscersi, non una predica. Per affrontare questa esperienza con il giusto apporto scientifico è stata coinvolta la ASL di Milano e in particolare il dottor Nicola Iannaccone, autore del libro Stop al bullismo, che ha seguito l’elaborazione del testo e lo sviluppo della messa in scena collaborando attivamente con autori e attori.

Valeria Cavalli