A teatro - GIOVANNINO E QUELLO CHE SARÀ di Il Telaio - 6/10 anni
Spettacolo a teatro - 6/10 anni
Data disponibile: 24/02/2027
Per prenotare lo spettacolo, compila il form (attivo fino al 30 giugno 2026): https://forms.gle/AmQBEHBJi7vMLhR58
Ulteriori informazioni allo 02 67397836 (AGIS lombarda) oppure scuola@agislombarda.it
Scenografia Erika Natati e Alessandro Calabrese. Scenotecnica Alessandro Calabrese, Fabio Calabrese, Tommaso Maltoni, Erika Natati. Disegno luci Alessandro Calabrese e Fabio Calabrese. Musica dal vivo eseguita da Alessandro Calabrese. Consulenza all'animazione degli oggetti Walter Broggini.
Un tavolo coperto di oggetti del tempo passato.
Un bambino, Giovannino, che parte per il mondo.
Non sa bene dove andrà, non sa cosa cercherà. Ma cammina, incontra, perde, impara. E, senza accorgersene, cresce.
Giovannino e quello che sarà è una fiaba teatrale di formazione, ispirata liberamente al racconto tradizionale Il corpo senz’anima rielaborato da Italo Calvino, ma trasformato in una narrazione personale e simbolica, che parla ai bambini del tempo che vivono. Un viaggio pieno di oggetti che prendono vita, ostacoli trasformati in occasioni, e incontri che cambiano lo sguardo sul mondo.
In scena, oggetti quotidiani, meccanismi, materiali, diventano simboli e personaggi della narrazione, raccontando mondi e stati d’animo con leggerezza, ironia e poesia.
Il rapporto con il pubblico è intimo e ravvicinato: lo spazio scenico è ridotto, il pubblico siede vicino all’attore, quasi dentro il racconto.
Uno spettacolo pensato per i bambini che crescono, che imparano a leggere il mondo anche attraverso le storie. Ogni oggetto in scena apre una possibilità, ogni incontro lascia una traccia.
Un racconto semplice e diretto, che invita a mettersi in cammino insieme a Giovannino, con curiosità e sguardo aperto.
Recensioni
«Giovannino e quello che sarà» è raffinato e poetico: ogni elemento è al servizio della storia e dell’immaginazione
C’è un momento, a teatro, in cui lo spettatore smette di osservare e comincia a credere. «Giovannino e quello che sarà», produzione 2026 di Teatro Telaio andata in scena per la prima volta all’Istituto Canossiane, vive esattamente lì, in quel confine sottile dove la scena si fa incanto e ogni elemento sembra animarsi di una vita propria.
Tutto prende forma dentro una piccola officina colma di oggetti del passato, materiali, meccanismi, frammenti di memoria. È da qui che parte Giovannino, un bambino che si mette in cammino senza sapere dove andrà. Non cerca qualcosa di preciso, ma attraversa il mondo: incontra altri personaggi, li aiuta e, passo dopo passo, cresce. La trama, ispirata a «Il corpo senz’anima» nella rilettura di Italo Calvino, diventa una fiaba di formazione semplice che parla ai bambini del loro tempo con una lingua fatta di immagini e trasformazioni. La magia dello spettacolo sta proprio in questa officina che prende vita. Nulla è fermo: gli oggetti si aprono, cambiano funzione, diventano altro. Suoni e movimenti accompagnano ogni passaggio, creando un ritmo morbido, continuo, che tiene insieme meraviglia e narrazione.
È un teatro degli oggetti raffinato e poetico, dove ogni elemento è al servizio della storia e dell’immaginazione. Alessandro Calabrese è il cuore pulsante di questo meccanismo. Una maestria rara costruisce un rapporto diretto col giovanissimo pubblico, seduto a pochi passi, quasi dentro la scena. E quando le luci si abbassano, resta addosso una sensazione dolce: aver visto nascere, davanti ai propri occhi, la magia.
(Giada Ferrari, Bresciaoggi, 23 marzo 2026)
Si ringraziano per il loro contributo: Caterina Calabrese, Bianca Citaristi, David Miguel, Karim Younis