A teatro - ARTÙ E MERLINO di Teatro de Gli Incamminati - 9/14 anni
Spettacolo a teatro - 9/14 anni
Data disponibile: 22/01/2027
Per prenotare lo spettacolo, compila il form (attivo fino al 30 giugno 2026): https://forms.gle/AmQBEHBJi7vMLhR58
Ulteriori informazioni allo 02 67397836 (AGIS lombarda) oppure scuola@agislombarda.it
Ambientata ai nostri giorni la storia del mago e del suo re è situata per la precisione in una casa di riposo dove Merlino trascorre la sua vecchiaia ma non perde per questo il fascino delle antiche imprese leggendarie nel regno di Camelot. Le avventure degli antichi cavalieri hanno a tema soprattutto il coraggio necessario per raccogliere la sfida della vita e la forza d’animo che occorre per affrontare il nemico. E il nemico cioè il male, come dice Merlino, è dove meno te lo aspetti. Artù, il re, pieno di impegni e gravose responsabilità, recatosi a trovare l’antico maestro, colui che in definitiva lo ha creato sovrano, si trova davanti un povero vecchio che sembra aver definitivamente smarrito l’acutezza e l’incisività di un tempo. Sembra, ma sembrare non è essere, come direbbe Merlino. Il vecchio mago, infatti, nonostante la triste apparenza del suo stato, anzi forse proprio in virtù di quello, non ha finito di insegnare al suo antico allievo. Non ha ancora, in sintesi, perso la sua funzione di maestro. E così, grazie a un giovane collaboratore scelto tra il pubblico, il grande re sarà costretto a ripercorrere ironicamente la sua storia e la sua giovinezza per comprendere più profondamente il suo vero destino e il senso del suo nobile lavoro. È una storia per ragazzi? Forse. Però sicuramente riguarda tutti noi che viviamo in un mondo che reputa inutile la vecchiaia e dove, soprattutto, sembra che nessuno abbia il diritto o la possibilità di insegnare ancora qualcosa. Sembra ma, come direbbe Merlino, sembrare non è essere.
Note di regia
La solitudine della vecchiaia, la percezione dell’inutilità del vivere perché la corruzione del corpo avanza e il rimpianto inevitabile del tempo che fu: questa è solo l’apparenza. Merlino ribalta tutto inserendo una priorità per nulla scontata: la necessità dell’educazione sempre, non importa l’età. La ripresa ad ogni età ed in ogni momento del dato inoppugnabile, e costantemente negato o reso ridicolo dal potere, che non ci siamo fatti da soli. Il vecchio mago riesce a costruire un ponte inaspettato con la giovinezza, il ragazzo preso a “bottega”, e così facendo riporta il re, preso da mille impegni e costretto ai compromessi cui l’esercizio del potere piega, al punto di partenza. C’è una frase di Cesare Pavese che sembra uscire dal sacco di Merlino: “L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.” Ma il mago sa che perché ciò accada occorre una educazione, una scuola in cui educatore ed educando imparano e riprendono la lezione senza sosta ed inutili compiacimenti. Così l’antico maestro apprende la lezione che insegna al ragazzo cioè non fa della sua esperienza un motivo di potere o peggio una tentazione di incomunicabilità. E per l’adulto e il giovane non è più un ostacolo la vecchiaia in quanto tale perché diventa chiaro che l’esperienza umana si tramanda se è di vitale importanza. Da qui non può che nascere la domanda e la ricerca inesauribile. Come direbbe Merlino: abbiamo tutti bisogno di ricominciare da capo. Anzi, dal Capo.