Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo

A teatro - NASCONDINI di Il Telaio - 3/8 anni

A teatro - NASCONDINI di Il Telaio - 3/8 anni - Immagine: 1
PDC - Edizione 2026-2027
compagnia: Il Telaio
di: Angelo Facchetti
drammaturgia: Angelo Facchetti
cast: Francesca Cecala e Pietro Mazzoldi
regia: Angelo Facchetti
durata: 45 minuti
A teatro - NASCONDINI di Il Telaio - 3/8 anni
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Scheda tecnica

Spettacolo a teatro - 3/8 anni
Data disponibile: 01/03/2027
Per prenotare lo spettacolo, compila il form (attivo fino al 30 giugno 2026): https://forms.gle/AmQBEHBJi7vMLhR58

Ulteriori informazioni allo 02 67397836 (AGIS lombarda) oppure scuola@agislombarda.it

 

Movimenti di scena Francesca Cecala, Angelo Facchetti e Pietro Mazzoldi, scene realizzate da Giuseppe Luzzi, sarta Laura Montefusco.

 

Siete pronti?
Tina e Dino sono qui per mostrare a tutto il mondo come si fa a nascondersi.
Perché nascondersi è un gioco. A volte un bisogno.
Ma perché i bambini si nascondono?
Per paura, per scherzo, per timidezza, per vivere un’avventura.
E da cosa si nascondono?
Dagli amici, dal nonno, dalla mamma, dal gatto, dal lampo, dal tuono, dal buio.
Perché tutti noi ci nascondiamo.
Non sempre. Magari solo qualche volta.
Ma capita. A tutti. Prima o poi.
Giochiamo? Tocca a te!

Uno spettacolo per imparare a nascondersi ma anche ad accettarsi per ciò che si è: per vincere la propria timidezza e non avere paura di mostrarsi.
Perché nascondersi non vuol dire sempre scomparire: può anche essere un modo per aspettare di essere trovati da qualcuno che vuole stare insieme a noi.
Perché a volte, se ci nascondiamo, è solo per un motivo: vogliamo che qualcuno ci venga a cercare.

 

Recensioni

"Nascondersi è un gioco, ma anche un bisogno. E in «Nascondini», nuova produzione di Teatro Telaio in scena al teatro Borsoni, questa ambivalenza diventa materia scenica, gesto, relazione.
Lo spettacolo, con la regia di Angelo Facchetti, costruisce un piccolo universo in cui il nascondersi non è tanto questione di fuga bensì di passaggio. Un modo per prendere tempo, per osservare, per trovare il coraggio di aprirsi e riapparire. Tina e Dino giocano, si cercano, si perdono, trasformando il palco in uno spazio mobile e vivo, dove ogni angolo può diventare rifugio o scoperta.
Dietro la leggerezza del gioco si muove una riflessione precisa: perché ci si nasconde? Per paura, per timidezza, per desiderio di essere trovati ed è proprio questo slittamento continuo tra gioco e bisogno a dare allo spettacolo una profondità inattesa, capace di parlare ai più piccoli.
La scena lavora continuamente: gli oggetti diventano compagni di viaggio, estensioni del corpo e dell’immaginazione. Il ritmo è calibrato, fatto di pause e accelerazioni che seguono la logica dell’infanzia: improvvisa, libera e, soprattutto, mai lineare.
E in questo andamento si inserisce una performance precisa e credibile, capace di sostenere l’attenzione del giovanissimo pubblico. Il punto di forza è proprio nella relazione.
Nascondini invita, coinvolge, chiama, apre uno spazio condiviso in cui il pubblico si riconosce immediatamente. Perché nascondersi, suggerisce lo spettacolo, non significa sparire, significa spesso aspettare qualcuno che venga a cercarci.
E allora il gioco diventa dichiarazione, un modo per dire che mostrarsi richiede tempo, che la timidezza non è un limite ma un passaggio, che ogni uscita allo scoperto è, in fondo, un piccolo atto di fiducia.
Nascondini è un teatro essenziale che lavora sull’infanzia senza semplificarla e riesce a parlare anche agli adulti, riportandoli in quella zona fragile in cui, almeno una volta, tutti abbiamo scelto di nasconderci."
(Giada Ferrari, Bresciaoggi, 3 aprile 2026)