Lo spettacolo in Lombardia

La neve in fondo al mare

La neve in fondo al mare - Immagine: 1
compagnia: Teatro de Gli Incamminati
di: Matteo Bussola
tratto da: il libro "La neve in fondo al mare" di Matteo Bussola
drammaturgia: Francesco Meola e Silvia Giulia Mendola
cast: Giulia D’Imperio Silvia Giulia Mendola Francesco Meola, Fabio Zulli
regia: Silvia Giulia Mendola
in collaborazione: Associazione Culturale/Compagnia PianoinBilico
La neve in fondo al mare
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Scheda tecnica

“La neve in fondo al mare” è un viaggio condiviso nell’attesa, nel dolore e nella speranza. L’azione si svolge interamente in un unico luogo: la sala d’attesa di un ospedale, uno spazio sospeso dove il tempo sembra scorrere più lentamente rispetto al mondo esterno e ogni parola ha un peso differente. In scena quattro adulti, i genitori dei ragazzi ricoverati nel reparto di neuropsichiatria infantile, diventano i soli testimoni visibili di una dolore che si consuma altrove. Come nella tragedia antica, l’“osceno”, il dolore indicibile, resta fuori dallo spazio scenico, ma è onnipresente. Attraverso i loro dialoghi, le loro confessioni e i loro silenzi, i genitori ricompongono la storia dei figli: adolescenti che rifiutano il cibo, o si auto-infliggono dolore, che non riescono a sopportare lo straziante compito di crescere. La regia sceglie l’essenzialità dello spazio scenico e la centralità degli interpreti per restituire tutta la potenza di questo testo, che racconta di conforto e solidarietà, ma anche di straziante senso di colpa e impotenza, e paura di non essere all’altezza del difficile ruolo del genitore.

Portare a teatro La neve in fondo al mare significa affrontare con delicatezza e coraggio temi che in questa realtà post-pandemica si sono rivelati sempre più necessari: la fragilità, i disturbi alimentari nei giovani, l’autolesionismo, la difficoltà di comunicazione tra adolescenti e genitori, la sensazione di solitudine che ne deriva. In un tempo in cui spesso si fugge e ci si distrae dal dolore, questo testo invita a restare. La messa in scena diventa non solo un atto artistico, ma anche un gesto di empatia e consapevolezza, un modo per dare voce a chi vive o ha vissuto esperienze simili, per ricordare che, è vero: ognuno ha la sua personale battaglia, ma nessuna sofferenza è davvero solitaria quando può essere condivisa. Il teatro, in questo senso, torna al suo ruolo più autentico: quello di luogo di comunità, di riflessione, sensibilizzazione e di sostegno emotivo e catarsi.