NOIR
NOIR
CREDITS
regia e drammaturgia Usine Baug
contenuti video Angel Forloi, Pietro Pingitore
ricerca interviste Angel Forloi, Pietro Pingitore, Usine Baug
con Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo
con frammenti del lavoro di Angel Forloi
luci e tecnica Emanuele Cavalcanti
assistente alla regia Massimo Giordani
consulenza video live Stefano Colonna
scenografie Usine Baug, Johanna Tedde, Arcangela Varlotta
realizzazione scenografia Johanna Tedde
produzione La Corte Ospitale, Campo Teatrale, Usine Baug
con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna
si ringraziano Laila Forloi, Alessandra Beltrame, Erica Magagnato, Gionata Soncini, Luca e Fabio Maniglio, Rossella Guidotti, Straligut Teatro, Progetto Palco 25, Il Casale, Mombao, Teatro Gioco Vita, Federica Ferri, Giulia De Filippis, Eleonora Lodesani
spettacolo selezionato nell’ambito di "Futura – Lo spettacolo in Lombardia – Edizione 2026/2027"
NOTE DI REGIA
Un documentarista scompare senza lasciare tracce. Si chiama Angel Forloi. Di lui restano testimonianze contraddittorie, frammenti del suo lavoro, ipotesi, vuoti.
Noir è un’indagine che cerca di dare forma a questa assenza, abitando un vuoto che continua a sottrarsi a ogni spiegazione.
Tra atmosfere true crime e teatro di inchiesta, la scomparsa di Forloi diventa specchio di un presente che resiste ad ogni tentativo di essere afferrato e sembra non lasciare spazio ad alternative.
Noir sceglie di sostare dentro questo buio, aprendo un varco al dubbio e all'immaginazione, a quei territori dell'esistenza in cui qualcosa è ancora possibile.
LA SCENA
La scena è essenziale ed è concepita come un dispositivo in continua trasformazione.
Gli attori sono al tempo stesso narratori di un’indagine, testimoni dei fatti e manipolatori del racconto: ricostruiscono gli eventi, li mettono in discussione, cambiano prospettiva e guidano lo spettatore attraverso diversi livelli di realtà.
La composizione scenica intreccia linguaggi differenti: una videocamera in presa diretta cattura dettagli di mondi possibili, oggetti e corpi, espandendo lo spazio scenico e generando immagini che oscillano tra l’infinitamente piccolo e l’immensamente grande. Il video live, i materiali audio, il teatro d’ombre e la manipolazione di oggetti si incontrano in una drammaturgia che attraversa i confini tra documento e finzione, presente e futuro.
Il video diventa uno strumento di trasformazione dello sguardo: ne emergono paesaggi instabili e onirici, attraversati da visioni, in cui si intrecciano solitudine e incontro, memoria e desiderio, fino a dischiudere spazi di possibilità ancora inimmaginabili.