NEO
NEO è un progetto coreografico che si ispira liberamente all'estetica barocca; una ricerca che intende esplorare la narrazione di un Corpo nel suo continuo movimento, attraverso evoluzione e trasformazione viscerale nel suo ciclo vitale.
L’ispirazione barocca nutre il Corpo contemporaneo partendo dalla sua carnalità, acutamente esposta, attraverso la sua bellezza e i suoi segni di sofferenza. Un corpo in bilico che, tra umano e inumano, tra angelico e animale restituisce un fascino metamorfico.
La sensualità corporea sprofonda nella realtà, percependone la densità carnosa e interrogandone il senso sfuggevole e apparente. Una passionalità che tratteggia l’emozione e la passione in tutte le loro sfumature di ambiguità, sperimentando i segni del divino e della sua presenza.
Dolcezza e tormento, piacere e dolore, vita e morte, rappresentano l’intreccio inestricabile che unisce l’integrità e la sacralità dei Corpi.
Una costruzione del movimento nella quale tecnica e forma giocano, si fondono, offrendosi allo sguardo attraverso un linguaggio visuale potente. Un esercizio energico estremo, recepito come forzatura di canoni e regole: un vero atto di forza.
Gli spazi coreografici sono disegnati per esaltare la profondità dell’immagine che, attraverso dispositivi scopici, permette all’occhio di indagare alla scoperta del corpo che diventa ossessione nel suo essere, nel movimento, nella plasticità, nell’imperfezione e nel mutamento che subisce nello spazio e nel tempo.
Un linguaggio visuale e coreografico che crea un ponte tra ciò che vediamo e l'invisibile, svelando lembi in composizione, scomposizione e ricomposizione, suggerendo una realtà mutevole e transitoria.
Nota di regia e appunti di ricerca:
La ricerca che contraddistingue e qualifica il lavoro coreografico di questa produzione, delinea un percorso che pone il corpo al centro dell'identità umana per offrire uno spazio di riflessione.
Il movimento diviene lo strumento per esplorare la persona, per far emergere elementi, emotivi, simbolici, al di sotto dei quali affiorano strati di memorie motorie appartenenti alla storia individuale e a quella collettiva; la danza disegna una geografia del corpo e dello spazio, una mappatura interiore e della relazione; l'azione fisica svela sostanze profonde, aprendo la porta all'immaginario.
Il senso della ricerca si concentra nel provare a guardare con gli occhi del corpo; esso è qualcosa di contemporaneamente unico e plurale; esso agisce sia come contenitore, in apparenza vuoto di un proprio significato di immediata riconoscibilità, sia come riserva di segni, disposto ad assumere significati differenti.
Il corpo rappresenta una realtà mutevole, transitoria.
La luce e la videoproiezione plasmeranno le forme, ne moduleranno l’aggregazione spaziale, metteranno in risalto le parti più significative dei corpi, mentre ne immergeranno altre nella penombra più scura: il bianco e il nero, la luminosità assoluta e il suo contrario, manipolando la luce radente, quella incidente e il controluce, fino a moltiplicare gli effetti percettivi.
Il desiderio è esasperare la narrazione visuale e la messinscena immersiva, invadendo il corpo di elementi figurativi, che vanno dal micro al macro: cellule, organi, organismi, costellazioni.
L'occhio/l’immagine in proiezione indagherà, avvicinandosi, per scoprire le cose nascoste tra dolcezza, fioritura e decomposizione.