LA sQuola dei Claun
SCHEDA ARTISTICA
Titolo dello spettacolo: LA sQuola dei Claun
Genere: clownerie contemporanea, comicità fisica, circo‑teatro, teatro per le nuove generazioni.
Fascia età pubblico: 6+
SINOSSI
La sQuola dei Claun è un viaggio teatrale dentro la storia, la poesia e la fragilità del clown.
In scena due clown – Bimbo e Bombo – e una Maestra Clown Bianco. Attraverso gag, fraintendimenti, lezioni improbabili e momenti di stupore, i protagonisti ricostruiscono la storia del clown dall’Ottocento ai nostri giorni: il circo classico, l’Auguste, il Clown Bianco, Arlecchino come radice popolare italiana, fino al teatro contemporaneo.
La Maestra guida i clown (e il pubblico) alla scoperta dell’essenza del clown: l’errore come possibilità creativa, la lentezza come ascolto, la relazione come necessità. Lo spettacolo alterna comicità fisica, teatro d’immagine, piccole invenzioni sceniche e un dialogo costante con il pubblico.
Nella seconda parte, i clown affrontano un viaggio immaginifico alla ricerca della Maestra scomparsa, incontrando figure archetipiche e simboliche. Una favola clownesca che unisce tradizione, storia del teatro e pedagogia dell’errore.
PROGETTO ARTISTICO
La sQuola dei Claun nasce dal desiderio di restituire al clown la sua profondità originaria: una figura fragile e sapiente, buffa e malinconica, capace di tenere insieme meraviglia e pensiero critico.
In scena due clown – Bimbo e Bombo – e una Maestra Clown Bianco. Attraverso gag, errori, fraintendimenti, gesti poetici e un gioco con gli oggetti, i tre ripercorrono in modo semplice e teatralmente efficace la storia del clown dall’Ottocento a oggi: dal circo di Astley al clown europeo, dall’Auguste al Clown Bianco, fino al teatro contemporaneo.
Questa “lezione” scenica alterna racconto, gioco, slapstick, immagini e ritmo, interrogandosi con leggerezza e profondità su: perdita di semplicità, velocità del nostro tempo, comicità artigianale, fragilità come linguaggio, centralità dello sguardo dello spettatore.
Lo spettacolo rilegge la tradizione classica alla luce dei temi attuali: identità, relazione, apprendimento, libertà, regole, errore creativo. Intreccia cultura teatrale, memoria del circo e tradizioni popolari, con la presenza archetipica di Arlecchino come radice italiana e simbolo della maschera.
Il linguaggio scenico è essenziale, fisico, popolare e diretto. Gli spettatori non assistono: partecipano. L’interazione è guidata e poetica.
Nella seconda parte, i clown attraversano un “limbo teatrale” alla ricerca della Maestra scomparsa, incontrando figure simboliche che uniscono tradizione, mito e clown contemporaneo. Una favola che racconta l’essere umani, diversi e unici — clownici, dunque vivi.
L’opera mantiene l’immediatezza della comicità fisica ma porta un forte valore culturale: riscoprire la storia del clown e restituirla alle nuove generazioni.
ELEMENTI DI INNOVAZIONE
- Ripensamento della storia del clown come materiale teatrale per l’infanzia.
- Fusione tra tradizione circense, teatro fisico e drammaturgia contemporanea.
- Restituzione del clown come figura culturale, non solo comica.
- Scena essenziale che permette ai bambini di vedere il teatro “nascere”.
- Relazione con il pubblico come linguaggio, non come effetto.
- Presenza dell’archetipo di Arlecchino come radice italiana della maschera.
NOTE DI REGIA
«Il clown è memoria vivente: porta con sé la storia del teatro, del circo, delle maschere popolari. È un testimone fragile e coraggioso. In La sQuola dei Claun cerco la verità nascosta nelle cadute, nei silenzi, nei tempi del corpo. La scena è minima, perché la fantasia dei bambini la abiti. La relazione con il pubblico è il cuore del lavoro: non c’è separazione, ma un patto di gioco.
Ogni errore diventa una lezione, ogni gag una porta sulla storia, ogni fraintendimento un atto poetico. Lo spettacolo è un invito a riconoscere le nostre radici culturali e a ritrovare, insieme, la meraviglia originaria.»
— Ferruccio Cainero
NOTE DI PRODUZIONE
Scenografia essenziale: un cerchio centrale, tre sedie (speciali), un borsone, oggetti simbolici.
Impianto tecnico leggero e autoportante (audio + luci della compagnia).
Montaggio rapido; adattabile a teatri, biblioteche, palestre, centri civici.
ELEMENTI ARTISTICI E PEDAGOGICI
- Tradizione della clownerie (Auguste / Clown Bianco)
- Riferimenti alla Commedia dell’Arte e ad Arlecchino
- Circo‑teatro e teatro fisico
- Pedagogia dell’errore
- Relazione, ascolto, immaginazione condivisa
- Coinvolgimento diretto del pubblico
- Linguaggio semplice, poetico, universale
PAROLE CHIAVE
clownerie contemporanea; comicità fisica; circo‑teatro; teatro per le nuove generazioni: Arlecchino; tradizione; pedagogia dell’errore; immaginazione; relazione; teatro fisico.
INIZIATIVE COLLATERALI
- Laboratorio “La scuola dell’errore attraverso il clown” per 8–11 anni – educazione emotiva
- Incontro formativo per insegnanti: “Il clown tra tradizione e pedagogia dell’errore” (in collaborazione con COSPES- Arese)
- Percorso storico sulla storia del clown (Circo di Astley, Arlecchino, Auguste)
- Approfondimento educativo per classi (SDG 4, 10, 16)
- Dialoghi post-spettacolo su emozioni, relazione, fallimento costruttivo
- Mini-formazione per animatori ed educatori sulla clownerie