Laboratorio delle idee per la produzione e la programmazione dello spettacolo lombardo

DIA-FANTASIE RITMICHE

DIA-FANTASIE RITMICHE - Immagine: 1
compagnia: Fattoria Vittadini
di: Maria Giulia Serantoni
drammaturgia: Maria Giulia Serantoni e Maria Focaraccio
coautore: Maria Focaraccio
cast: Maria Giulia Serantoni e Maria Focaraccio
regia: Maria Giulia Serantoni e Maria Focaraccio
coreografia: Maria Giulia Serantoni e Maria Focaraccio
in collaborazione: CANGO-Residenze MigraMenti
durata: 35 minuti
DIA-FANTASIE RITMICHE
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Scheda tecnica

Lo spettacolo è una performance multidisciplinare sul tema del dialogo e della natura della relazione.
Partendo dall’etimologia della parola dialogo (dal greco dia, che significa in mezzo a/ fra, e logos che significa, nella sua accezione più ampia, ragione/significato/parola) si intende creare una scrittura coreografica sulla relazione in continuo divenire tra due corpi.
Attraverso una serie di quadri, le due danzatrici ed il compositore sviluppano “fantasie ritmiche” che traducono gestualmente e musicalmente alcuni dei dialoghi delle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi: “Dialogo di Ercole e di Atlante”, “Dialogo della Moda e della Morte”, “Dialogo della Terra e della Luna”, “Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo”.
Attraverso l’opera di Leopardi, che propone profonde riflessioni sul rapporto dell’uomo con la natura e con la storia attraverso l’uso di un linguaggio colloquiale ed ironico, le artiste si interrogano sul valore al giorno d’oggi di elaborare visivamente ed interpretare coreograficamente le tematiche presenti nei suoi testi.
Si pone l’accento sul gesto come segno visivo, dotato di una propria musicalità e significato, per creare un universo dove l’astratto diventa concreto, rivelando un paesaggio composto da orbitanti costellazioni di movimenti, suoni e dinamiche che trasportano in un ipnotico vortice di conversazioni.
Tramite un sistema di microfoni a contatto, manipolati live dal musicista, semplici sgabelli diventano casse percussive e di risonanza per i movimenti eseguiti.
Il rapporto di relazione/dipendenza corpo-suono diventa il punto d’incontro tra le due performer che, nella loro continua ricerca di comunicazione, diventano quindi generatrici di suoni, rumori ed eco, rendendo tangibili i segni che esse disegnano facendo vibrare e riverberare lo spazio attorno a loro.
Il linguaggio coreografico intesse così forme dialogiche dalle diverse sfumature espressive che celebrano in ultima istanza la natura dell’essere umano.

[...] Moda. Io sono la Moda, tua sorella.
Morte. Mia sorella?
Moda. Sì: non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?
Morte. Che m'ho a ricordare io che sono nemica capitale della memoria.
Moda. Ma io me ne ricordo bene; e so che l'una e l'altra tiriamo parimente a disfare e a rimutare di continuo le cose di quaggiù, benché tu vadi a questo effetto per una strada e io per un'altra. [...]
(Giacomo Leopardi, Operette Morali, Dialogo della Moda e della Morte)