TOPDOG/UNDERDOG
Top Dog – Under Dog di Susan-Lori Parks, ha debuttato a Broadway nel 2003, dopo aver vinto nel 2002 il premio Pulitzer e attirando immediatamente l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori per la scrittura dal ritmo incalzante, che a dispetto di un registro fondamentalmente comico, affronta temi estremamente drammatici e sfocia in un finale tragico. L’opera si muove nell’ ambiente claustrofobico di una sola stanza e utilizza un linguaggio forte, che richiama lo slang delle nuove generazioni che abitano le strade delle periferie urbane, attingendo al loro immaginario, con richiami all’hip hop e alla pratica malavitosa del gioco delle tre carte; la narrazione teatrale serrata e avvincente dà vita personaggi forti e drammatici, affrontando i temi dell’inclusione e della diversità con profonda intelligenza e sensibilità.
Questa produzione porta per la prima volta in Italia questo importante lavoro teatrale e rappresenta al contempo la prima traduzione assoluta dell’opera originale. La regia e la traduzione sono firmate da Renzo Carbonera, che nel 2023 ha curato la prima messinscena italiana di una drammaturgia afroamericana con un cast interamente afrodiscendente, portando in scena Jitney la prima opera di August Wilson, il più importante drammaturgo afroamercano del XX secolo.
SINOSSI
Uscito di prigione, Lincoln trova rifugio a casa del fratello minore Booth. Per sopravvivere, lavora in un centro commerciale travestito da Abraham Lincoln, intrattenendo bambini e passanti. I due fratelli afroamericani vivono ai margini in una stanza spoglia, dominati da ambizioni e fantasmi dove si intrecciano, a partire dai nomi dei due uomini, storia nazionale, destino privato e un passato segnato da abbandoni, relazioni fallite, furti e partite clandestine.
Un tempo Lincoln era una leggenda del gioco delle tre carte, capace di battere chiunque prima che un omicidio lo costringesse a sparire dalla scena. Ora è Booth a voler raccogliere quell’eredità: sogna soldi facili, successo e rispetto. Ma dietro la facciata di complicità si nascondono tensioni irrisolte, rivalità sotterranee e una rabbia che cresce, in un dialogo serrato e segnato dalla povertà e dalla precarietà, che riesce a mantenere la sua ironia e un ritmo pop... anzi hip-hop.
In un crescendo teso e vibrante, tra amore e odio fraterno, i due si confrontano con la propria identità, con il bisogno di riscatto e con l’assenza di una famiglia che li abbia mai davvero amati. E' una favola nera sulla competizione fraterna, fino all’inevitabile epilogo: una sparatoria improvvisa, feroce, senza consapevolezza né ritorno. Un Caino e Abele contemporaneo, scritto con il beat della New York dei primi anni 2000, e adattato all'Italia di oggi.
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NOTE DI REGIA E DI SCENA
"There is A LOT OF HUMOR in the play. It’s funny — until it’s not. Please lead with Humor and Heart." Sono le tre di notte quando mi appare questo whatsapp da Suzan-Lori Parks. Il giorno prima le avevo comunicato di aver appena terminato la traduzione di Topdog/Underdog e scelto gli attori a cui farlo leggere.
La ricerca sui personaggi di una storia eterna ed universale come quella tra Caino e Abele, rivista in una chiave che affonda le sue radici anche nella cultura urbana contemporanea, è così iniziata assieme ad Alberto e Miguel, incrociando e facendo dialogare, forse per la prima volta in Italia, il punto di vista bianco ed il punto di vista nero.
Questo ci ha permesso di porci determinate domande, anche sulla condizione dell'Afro-discendenza e del suo contesto italiano ma soprattutto sulla circolarità della storia scritta da Parks, che inizia un giovedì e finisce il giovedì successivo, che vede i protagonisti ripercorrere il loro passato in comune, gli amori, i legami e le tragedie, rimbalzandosi il ruolo di vittima e carnefice. Anche l'allestimento e il disegno luci prevede di avvolgerli in un circolo vizioso.
Cosa nascondono nei loro comportamenti Booth e Lincoln? Sono davvero fratelli di sangue? E noi che li guardiamo, stiamo facendo passi avanti o anche passi indietro, nella nostra capacità di accettazione? Tutte domande su cui si svilupperanno molte allusioni, rispetto ad un futuro che sarà inevitabilmente e senza ombra di dubbio sempre più "mischiato" tra nord, sud, est e ovest, ma che paradossalmente si scontra con l'idea di un passato da "separati", spesso evocato e mai esistito.
Con ironia, assurdità, trasognatezza disperata, estremi comici che rendono tutto anche più tragico, si chiude il cerchio tra i due protagonisti. Su una scena composta da un divano, una chaise-longue, un appendino e un giradischi, si delimita questa reinvenzione di un classico. Suzan-Lori Parks ha infatti preso un classico della narrazione biblica, Caino e Abele, e lo ha trasposto nella New York microcriminale, nera degli anni ‘90, aggiungendo anche un elemento topico della storia americana recente: l’assassinio di Abramo Lincoln, il presidente che ha abolito la schiavitù. Noi riportiamo il tutto e lo facciamo dialogare con la condizione italiana, un Paese in cui iniziano a farsi largo le seconde e terze generazioni. Il tutto, avviene dialogando con proiezioni alternate su tre schermi di sfondo. Le immagini in bianco e nero volgiono rappresentare l'Italia di oggi, di ieri e di domani, avvicendandosi con il dietro le quinte di un teatro classico qual è l'Olimpico di Andrea Palladio, padre del neoclassicismo, dell’architettura moderna, dello stile usato tipicamente in America per definire i luoghi di potere.
- Renzo Carbonera -