M(OTHER)
M(Other)
testo Rossella Fava
con Rossella Fava
regia Renato Sarti
scena e costumi Renato Sarti
produzione Teatro della Cooperativa
La nascita è per tutti uguale.
Una giovane scrittrice riceve una telefonata che cambierà la sua vita: dovrà tornare in Italia per incontrare Silvia e Carmela, conoscere la loro storia. Frequenta le due donne per un anno, ricomponendo i pezzi di un puzzle a lei sconosciuto. I fatti sono avvenuti a Roma, trent’anni prima. Silvia viveva con Paolo e sognava di avere un figlio. Carmela era una giovane madre che si era trasferita dalla Sicilia alla ricerca di un futuro migliore. Nel racconto di sé stesse alla scrittrice, le due donne danno voce ai loro pensieri e aspirazioni più recondite, tessendo così il racconto degli eventi che hanno cambiato per sempre le loro vite.
Oggi chi è madre? Chi un bambino lo partorisce o chi lo desidera e lo cresce?
NOTE DI REGIA - Renato Sarti
La prima volta che Rossella Fava mi ha letto il testo di M(Other) sono rimasto molto colpito, non solo perché è frutto di un’accurata ricerca che lei stessa ha condotto attraverso studi e interviste, ma anche perché riesce a sviscerare la complessa tematica della gestazione per altri con profondità, restituendone i molteplici punti di vista. Ho così deciso di accompagnarla nella creazione di questo spettacolo. Il primo obiettivo che mi sono posto è stato quello di dare un’unità alla moltitudine di voci e desideri delle tre donne protagoniste creando un clima avvolgente, simile a un gorgo lento che porta alla scoperta della verità. In questa ricerca registica è stata fondamentale la scelta di far interpretare alla stessa autrice, attrice versatile e di grande consapevolezza interpretativa, tutti e tre i ruoli di questa storia, come se le esperienze dolorose fossero unite spiritualmente e accomunate in un unico corpo.
Sul palco, Rossella riesce a delineare con grande sensibilità il carattere delle tre donne e il loro percorso. Ognuna ha le sue aspirazioni: voler diventare madre; uscire dalla miseria; sapere come è nata. Le scene si susseguono come rapidi colpi di pennello sulla tela della vita.
Del resto, trattare l’argomento della gestazione per altri significa andare a scandagliare gli anfratti più reconditi dell’animo umano.
NOTE ALLA DRAMMATURGIA - Rossella Fava
M(Other) è il mio modo di confrontarmi con un mistero che mi sfida e appassiona perché mette in discussione e radicalizza la rappresentazione di maternità con la quale sono cresciuta. Cosa significa desiderare un figlio e non riuscire a metterlo al mondo e cosa si prova a ospitare nel proprio corpo un bambino che non sarà il proprio?
Ho voluto chiederlo alle donne che lo fanno, le ho intervistate. Ed anche ai genitori che le scelgono, ai medici che le assistono, agli avvocati che le difendono, agli attivisti che le appoggiano o contrastano. Ho usato Facebook per entrare in contatto con loro e dall’archivio di interviste che ho realizzato nel corso di un anno è nato il cuore e il volto dei miei personaggi. Il testo è frutto del loro più intimo racconto, delle loro emozioni e contraddizioni, e questa storia racchiude tutte le centinaia che ho ascoltato e avrei voluto raccontare.