LA VITA INTERIORE di Alberto Moravia - Messa in scena di un romanzo
LA VITA INTERIORE
di Alberto Moravia
Messa in scena di un romanzo
tratto dall’opera La vita interiore di Alberto Moravia © Giunti Editore S.p.A. Firenze–Milano
con Gaetano Callegaro e un'attrice in definizione
regia Antonio Syxty
collaborazione alla drammaturgia Livia Rossi
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
Per le tematiche trattate lo spettacolo è consigliato a un pubblico adulto
Cosa resta della morale quando una voce interiore ordina di distruggere ogni legame?
Tratto dal romanzo La vita interiore di Alberto Moravia (1978), lo spettacolo immerge lo spettatore in un ambiente borghese claustrofobico, gelido e simbolico al tempo stesso.
La giovane Desideria, protagonista del romanzo, intraprende un’ascesi negativa radicale per liberarsi dal proprio ruolo di “figlia-oggetto”. Guidata da una Voce interiore enigmatica e distopica, la protagonista ingaggia un duello verbale spietato, trasformando il proprio corpo in un’arma contro i tabù della proprietà, della cultura, della religione, dell’amore e del denaro.
In questa versione il romanzo viene portato in scena nel pieno rispetto della pagina scritta, senza l’aggiunta di parole esterne. Il testo è stato tagliato e rimontato seguendo la sequenza drammaturgica originale, all’interno di un dispositivo scenico concepito come installazione d’arte contemporanea, in dialogo con le pratiche video e installative di artisti come Francesco Vezzoli e con l’universo cinematografico-teatrale di David Lynch.
Sul palcoscenico, in un ambiente che evoca una sala di proiezione privata o una camera anecoica, sono presenti unicamente la giovane Desideria e un uomo adulto nei panni dell’Io (lo scrittore). I due interpreti danno vita a una forma di testimonianza vivente del romanzo. Tutti gli altri personaggi (Viola, Diomira, Erostrato, Chantal, Tiberi) appaiono come presenze remote attraverso video-chiamate digitali su schermi verticali, che amplificano l’isolamento della protagonista.
La Voce interiore, raccontata come nel romanzo, e a tratti imitata dai due attori in una dimensione rituale e complice, costituisce il motore immobile di un’anatomia della ribellione.
La parola di Moravia diventa così un bisturi affilato che disseziona il vuoto esistenziale del nostro tempo, trasformando il romanzo in un rito scenico perturbante e profondamente attuale.