Lo spettacolo in Lombardia

MILANO E I MORTI

MILANO E I MORTI - Immagine: 1
compagnia: Teatro Franco Parenti
di: Francesco Toscani
cast: in ordine alfabetico: Giulia Agosta e Francesca Osso
regia: Claudio Autelli
durata: 80 minuti
MILANO E I MORTI
Per visualizzare questi dati, è necessario effettuare la login.
Per visualizzare il video, effettua la login.
Scheda tecnica

Milano e i morti
Di Francesco Toscani
Regia Claudio Autelli
Con Giulia Agosta e Francesca Osso
Scene e costumi Gregorio Zurla
Luci Omar Scala


Milano e i morti intreccia passato e presente, vita e morte, memoria e desiderio.
Laura e Clara attraversano la loro storia iniziata nel 1993 quando, quindicenni e provenienti da mondi sociali opposti, si incontrano per caso nella periferia milanese.
Laura è figlia di una famiglia operaia di Corsico, segnata dalle urla e dalle difficoltà economiche; Clara appartiene a una famiglia benestante, eccentrica e incapace di dare stabilità aHettiva. La loro amicizia nasce tra furti adolescenziali, provocazioni, lunghe pedalate attraverso Milano e un'attrazione che lentamente si trasforma in una relazione amorosa. Per qualche settimana costruiscono una fragile utopia, la "Repubblica del letto", uno spazio in cui il tempo, il denaro e le regole degli adulti sembrano non esistere.
La separazione è inevitabile: Clara torna dalla propria famiglia, le loro vite prendono strade diverse e scorrono per trent'anni. Laura costruisce una carriera scientifica, diventa madre e riesce, pur con fatica, a emanciparsi dal proprio passato. Clara, invece, assiste al crollo economico della sua famiglia e attraversa una lunga successione di lavori precari e occasioni mancate, senza trovare un vero equilibrio.
Nel 2023 le due donne si ritrovano casualmente in un bar di Milano. La passione riaffiora e cercano di recuperare ciò che il tempo ha interrotto, ma scoprono che il passato non può essere ricreato. La loro intimità riapre vecchie ferite e mette in luce quanto siano cambiate, pur restando profondamente legate.
Parallelamente, il testo costruisce una dimensione fantastica: Milano è popolata dai morti, presenze discrete che attraversano la città accanto ai vivi, osservandoli con malinconia e ironia. I morti non sono fantasmi spaventosi, ma figure che rendono visibile la continuità tra ciò che è stato e ciò che resta nella memoria. Clara e Laura stesse, abitano questo spazio sospeso, nel quale continuano a dialogare e a interrogare il senso
del tempo, dell'amore e della perdita.
Attraverso una scrittura che alterna umorismo, realismo e visionarietà, Milano e i morti racconta una storia d'amore, di formazione e di classe sociale, riflettendo su come alcuni incontri, pur durando poco, continuino a definire un'intera esistenza. La città di Milano diventa così un luogo della memoria, dove vivi e morti condividono lo stesso spazio e dove il passato continua a riaffiorare nel presente.


Note di regia
Mi immagino uno spazio di gioco per le attrici ampio e pulito. Uno spazio per la loro immaginazione e memoria. Come “la repubblica del letto” è un limbo in cui le regole quotidiane del tempo e dello spazio sono sospese in virtù della volontà e della carica immaginifica delle due fondatrici.
Quello a cui è invitato il pubblico è un rito intimo. Una rievocazione dal passato di una relazione che mantiene intatta la sua luce nel presente di chi resta.
Milano è il paesaggio di sfondo, il paesaggio che accoglie i protagonisti e dialoga con essi. È lo sfondo che amplifica l’immaginario di chi partecipa all’ascolto di questo rito.
la panchina del parchetto. le birre rubate, I racconti sotto le lenzuola, le corse in bici sono alcune delle lettere dell’alfabeto attraverso il quale Laura e Clara compnorrano il poema della loro storia.