Lo spettacolo in Lombardia

S_INREAL

S_INREAL - Immagine: 1
compagnia: Ariella Vidach - AiEP
di: Ariella Vidach AiEP
cast: Rafael Candela, Sofia Caspini, Carmine Dipace, Duccio Neri, Yeva Sai
regia: Claudio Prati, Ariella Vidach
coreografia: Ariella Vidach
durata: 20 minuti
S_INREAL
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Scheda tecnica

PREMESSA

La terza e conclusiva tappa della trilogia dedicata alla rilettura dei grandi temi classici porta la coreografa Ariella Vidach a confrontarsi con La Sylphide, uno dei miti fondativi del Romanticismo coreografico.

La figura della Sylphide nel nuovo lavoro viene assunta non come personaggio narrativo, ma come dispositivo concettuale e drammaturgico.

Più che una figura da rappresentare, diventa la metafora di un desiderio che si mantiene vivo proprio nella sua irriducibilità. In questa prospettiva richiama il pensiero di Jacques Lacan, secondo cui il desiderio è sostenuto non dall'oggetto da raggiungere, ma da ciò che lo mette in moto e continua ad alimentarlo proprio in virtù della sua inaccessibilità.

S_INREAL orienta così il corpo e l'immaginazione senza mai offrirsi a un pieno possesso, facendo della distanza la condizione stessa della sua forza evocativa.

DISEGNO COREOGRAFICO

In scena, cinque interpreti costruiscono la coreografia a partire da materiali coreografici personali, ciascuno caratterizzato da una propria grammatica del movimento, da un tempo interno e da una specifica qualità di presenza. Il lavoro si sviluppa attraverso un processo progressivo di ascolto e relazione, in cui le differenze individuali vengono messe in dialogo fino a convergere verso una forma condivisa di respiro e di movimento.

Il raggiungimento dell’unisono segna però un punto di svolta. Laddove sembra compiersi una forma di equilibrio, la coreografia introduce una frattura: la forma raggiunta non coincide con un approdo definitivo, ma con l’emersione di una nuova sospensione.

La riflessione si concentra così sulla natura del desiderio e sul suo rapporto con il compimento. L’ideale, una volta incarnato, perde la sua funzione propulsiva. Non è il fallimento del risultato a essere in gioco, ma il fatto che il desiderio non si esaurisce nell’oggetto raggiunto.

La ricerca coreografica si interroga così sul valore del processo rispetto al risultato, proponendo la coreografia come uno spazio in cui l'identità collettiva non coincide con l'omologazione, ma con la negoziazione continua delle differenze. L'unisono diventa un evento effimero, mai definitivo, destinato a dissolversi per lasciare emergere nuove possibilità di relazione. L'ideale non viene quindi inteso come un traguardo da conquistare, ma come una forza capace di mantenere il corpo in uno stato di apertura, di ascolto e di continua ridefinizione.

Il progetto S_INREAL si configura come una riflessione sul carattere produttivo dell'incompiuto: un dispositivo coreografico che mette in crisi l'idea di successo, di perfezione e di approdo, restituendo valore alla tensione che precede ogni compimento. Perché forse ciò che ci trasforma non è il momento in cui arriviamo, ma quello in cui continuiamo, ostinatamente, a cercare.