Lo spettacolo in Lombardia

L'apparenza inganna

L'apparenza inganna - Immagine: 1
compagnia: Teatro della Cooperativa
di: Thomas Bernhard
cast: Valerio Bongiorno, Carlo Rossi
regia: Renato Sarti
durata: 90 minuti
L'apparenza inganna
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Scheda tecnica

Adesso per tagliarmi le unghie ho bisogno

degli stessi occhiali con cui leggo Voltaire

Non dovremmo vivere così a lungo 

è deprimente

SINOSSI:

Due fratelli, Karl e Robert, si incontrano due volte alla settimana: martedì a casa di Karl, giovedì a casa di Robert. “Come odio questi martedì” afferma in uno dei suoi sproloqui Karl “ma ancor di più odio i giovedì”. Ma allo stesso tempo aggiunge “è importante che non rompiamo i rapporti questi martedì sono importanti esattamente come i giovedì Così ci vediamo regolarmente anche se è scocciante per tutti e due”. Karl è un giocoliere che detiene il record mondiale di piatti fatti roteare contemporaneamente sulle bacchette, Robert un attore “classico” che non distingue una O aperta da una O chiusa e con un piccolo difetto di pronuncia, la zeppola. I due si scontrano in un faccia a faccia senza esclusione di colpi, tra l’ipocondria dell’uno, la megalomania dell’altro e gli intricati legami sottintesi di natura familiare e sessuale. Sul tutto incombe il fantasma di Mathilde, scomparsa da poco, che nel testamento ha lasciato in eredità la casa dei fine settimana non al primo, suo compagno di una vita, ma al secondo, il fratel l a s t r o.

NOTE DI REGIA:

La parola witz in Germania e Austria (e ancora oggi nel dialetto triestino) sta per barzelletta, gag, freddura. Ci sono parecchi scrittori e intellettuali che hanno analizzato questa forma di comicità particolare di derivazione austro ungarica.

Uno dei più celebri è stato Karl Krauss, che al witz dedicò un breve saggio scritto in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo della morte di Johann Nestroy, il più famoso comico austriaco dell’Ottocento. Il witz, a cui avevano fatto ricorso i più grandi drammaturghi di area austro-tedesca, da Karl Valentin a Bertolt Brecht, è una forma di comicità fredda, glaciale, molto particolare perché ha la particolarità di lasciare in bocca, dopo lo scoppio della risata, un sapore un po’ acidulo. Bene, Thomas Bernhard sicuramente si può inserire all’interno della Sauerkraut Humor, una comicità con il retrogusto di crauti. Thomas Bernhard amava la comicità, la battuta. I suoi testi sono intrisi di una comicità che forse non sempre viene colta appieno e anche in questo caso i personaggi sembrano impossibilitati a uscire dalla loro gabbia esistenziale, della quale però non possono - o non vogliono - fare a meno.

Sarà una coincidenza ma la figlia della sorella maggiore del nonno materno di Bernhard, che gli aveva fatto praticamente da padre perché quello vero se n’era fuggito, aveva fatto parte della compagnia di Johann Nestroy e lo stesso Thomas affermava sempre di non comprendere come mai continuassero a considerarlo un autore serio, drammatico, mentre lui si considerava comico.

Per evidenziare la componente ironica e sarcastica di questo gioco delle parti ripetitivo/ossessivo mi sembrava indispensabile affidarmi, come già per Ritter, Dene, Voss, a due attori di consumata esperienza comica come Valerio Bongiorno e Carlo Rossi della Filarmonica Clown.

Renato Sarti

Calendario eventi
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