Lo spettacolo in Lombardia

Variazioni 5

Variazioni 5 - Immagine: 1
compagnia: Fattoria Vittadini
di: Fattoria Vittadini
coautore: Francesca Penzo, Maura Di Vietri, Rachele Montis, Stefania Ballone, Martina Nadalini, Roberto Carrozzino
regia: Mattia Agetiello
coreografia: Francesca Penzo, Maura Di Vietri, Rachele Montis, Stefania Ballone, Martina Nadalini, Roberto Carrozzino
in collaborazione: MoveOn Dance Hub
durata: 50 minuti
Variazioni 5
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Scheda tecnica

Variazioni5 è un balletto-concerto per cinque interpreti e cinque scritture coreografiche.

Il progetto convoca cinque figure del repertorio classico - Kitri, Odette/Odile, Giselle, Carmen e l'Eletta della Sagra della primavera - all'interno di uno spazio comune: un club dopo la chiusura, contemporaneamente pista da ballo, sala prove, deposito, camerino e luogo rituale.

Le interpreti arrivano come una squadra incaricata di ripristinare lo spazio. Non entrano immediatamente nei personaggi e non ne raccontano linearmente le vicende. Sono i residui lasciati sul palco a produrre trasformazioni: piume, fiori, contratti, nastri, liquidi, scarpe e tracce musicali agiscono come materiali instabili, capaci di modificare il movimento e l'identità dei corpi che li incontrano.

Le cinque figure classiche non vengono quindi “attualizzate” attraverso una nuova narrazione. Vengono attraversate come sistemi di gesti, qualità e aspettative:

Kitri: corpo brillante, negoziale, comico.

Odette/Odile: identità sottoposta a classificazione.

Giselle: corpo a cui viene chiesto di trasformare il dolore in nobiltà.

Carmen: superficie su cui il desiderio collettivo proietta significati.

L'Eletta: corpo celebrato perché disponibile a sostenere il peso degli altri.

Ogni capitolo possiede una figura guida, ma nessuna interprete rimane sola. Le altre diventano ambiente, coro, memoria, struttura musicale, oggetto, pubblico, comunità o ostacolo. Le funzioni si scambiano e i materiali migrano da una sezione all'altra, impedendo che lo spettacolo si organizzi come una sequenza di cinque ritratti autonomi.

Il turno termina senza che lo spazio sia stato ripulito. Il repertorio rimane visibile, ma non più intatto. Le tracce delle cinque protagoniste si confondono e diventano materiale comune.